... il gesto di distruggere un ponte resta per me un'offesa misteriosa, più profonda della semplice demolizione di un manufatto. Porta con sé un oltraggio, una mano che strappa via i punti di sutura di una ferita. Perciò ricostruire un ponte mi consola come un atto di medicazione, una cura prestata che rimette in piedi e in cammino una comunità.
ERRI DE LUCA, Ponti
per Natnael La storia di Natnael è una delle tante storie di uomini e donne in fuga dalla persecuzione e dalla violenza: la storia di un rifugiato.
Natnael Tekle Adhanom è un giovane profugo eritreo di diciassette anni, orfano dei genitori, minacciato di morte, fuggito dall’Etiopia in Sudan e successivamente in Libia.
Il 12 marzo 2004 LpM presenta una campagna di sostegno, con raccolta firme, per consentire a Natnael di raggiungere la sorella Tisgereda, rifugiata per motivi politici, che vive e lavora a Lodi.
La campagna è promossa dopo quasi due anni di tentativi ed è sostenuta dalla stampa locale e nazionale; vi aderiscono istituzioni, associazioni, singoli cittadini: il 14 maggio sono consegnate al Prefetto di Lodi 1380 firme di appoggio.
Con la collaborazione di IOM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) e di UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati), il 5 ottobre Natnael entra legalmente in Italia e giunge a Lodi.
nella foto: Natnael con Tisgereda il giorno del suo arrivo in Italia, 2004
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