... il gesto di distruggere un ponte resta per me un'offesa misteriosa, più profonda della semplice demolizione di un manufatto. Porta con sé un oltraggio, una mano che strappa via i punti di sutura di una ferita. Perciò ricostruire un ponte mi consola come un atto di medicazione, una cura prestata che rimette in piedi e in cammino una comunità.
ERRI DE LUCA, Ponti
libro di fiabe
Questo libro costituisce un itinerario simbolico nei luoghi dell’Europa orientale e balcanica dai quali giungono nel territorio lodigiano profughi e migranti, e nei quali Lodi per Mostar opera mediante progetti di cooperazione decentrata.
Il percorso ideale è tracciato dai fiumi, l’Adda, la Neretva, il Danubio: Lodi, l’Albania, la Bosnia Erzegovina, la Moldavia, il “non luogo” Rom.
Le voci dei fiumi (i gorghi, le correnti) raccontano storie di creature che vivono nelle acque e intrecciano legami con gli esseri umani: esse uniscono i caratteri della bellezza e dell’oblio, sono impossibili a dimenticarsi e ambivalenti come l’acqua, che a un tempo nutre campi e raccolti, rapisce uomini e cose.
Scorrono i fiumi (scorre la vita), e nel proprio viaggio accolgono fiabe e leggende, portandole con sé ne lasciano memoria, fino a che perdono nome nel mare, nel Mediterraneo. Gli antichi legami, strappati dall’ignoranza e dall’intolleranza, si riannodano dunque nella consapevolezza di una comune identità, del Mediterraneo.
Il libro presenta cinque fiabe, espressione di altrettanti luoghi: il Lodigiano, l’Albania, la Bosnia Erzegovina, la Moldavia, la nazione Rom; ciascun luogo è presentato da una breve “poesia della terra”, che ne individua i caratteri di geografia simbolica, ciascuna fiaba giunge dal proprio luogo d’origine, grazie alla trama di relazioni e di progetti che Lodi per Mostar, avvalendosi del Consorzio Italiano di Solidarietà, ha intessuto e realizzato: con il Centro di aggregazione giovanile “Anima” di Korça (Albania), con la Scuola dell’infanzia di Vukanovici (Bosnia Erzegovina), con le donne della società civile di Chisinau (Moldavia), con il campo Rom di Plementina (Kosovo).
Le fiabe sono presentate in lingua italiana e in lingua originale (la fiaba dell’Adda è un dono di Fulvia Degl’Innocenti) e illustrate grazie all’attività di laboratorio didattico condotta con bambini e bambine, ragazze e ragazzi, nella Scuola dell’infanzia “Jasmin” e nell’Istituto sperimentale “Maffeo Vegio” di Lodi sotto la guida di Vittorio Porcelli.
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