... il gesto di distruggere un ponte resta per me un'offesa misteriosa, più profonda della semplice demolizione di un manufatto. Porta con sé un oltraggio, una mano che strappa via i punti di sutura di una ferita. Perciò ricostruire un ponte mi consola come un atto di medicazione, una cura prestata che rimette in piedi e in cammino una comunità.
ERRI DE LUCA, Ponti
PERCHE' BABELE
Perché «Babele»? Per i babilonesi, bab-il significava "Porta di Dio". La stessa parola per gli ebrei significava "confusione", forse "confusione cacofonica" - scrive Bruce Chatwin nelle Vie dei canti.
Per noi di «Babele», il crollo della torre, la molteplicità delle lingue non fu una maledizione, ma un dono: perché ogni lingua ha in sé una propria visione del mondo, la cui bellezza e pienezza può essere descritta soltanto dalla totalità dei parlari, che sono più d'uno perché a Dio parve inadeguata all'uomo la povertà di una sola lingua - scrive Erri De Luca in Una nuvola come tappeto.
«Babele» nasce dunque come luogo di incontro tra giovani italiani e stranieri, tra lingua del paese di arrivo e lingue del paese di provenienza, tra sguardi e punti di vista plurali; uno spazio comune creato nell'ambito del progetto di rete Incontri di lingue e culture, che in questo anno scolastico 2004/05 ha unito in uno stesso percorso nove istituzioni scolastiche del territorio Lodigiano.
«Babele», anno I, n. 1 - 21 maggio 2005