... il gesto di distruggere un ponte resta per me un'offesa misteriosa, più profonda della semplice demolizione di un manufatto. Porta con sé un oltraggio, una mano che strappa via i punti di sutura di una ferita. Perciò ricostruire un ponte mi consola come un atto di medicazione, una cura prestata che rimette in piedi e in cammino una comunità.
ERRI DE LUCA, Ponti
PRESENTAZIONEdi Marina Carta
Centro COME di Milano
Le notizie di cronaca ci ripropongono con crescente e drammatica intensità il manifestarsi di una violenza che sembrava ragionevole considerare un triste retaggio del passato: il razzismo, nelle sue diverse forme, l’intolleranza e la discriminazione nei confronti di tutti coloro che crediamo e vediamo come diversi sono oggi fenomeni che compaiono più o meno marcatamente in azioni, comportamenti e linguaggi che attraversano ogni spazio e luogo di vita.
Basta pensare ai recenti tristi eventi che hanno visto, in illuminate e fiorenti città italiane, ingiuriare, malmenare e perfino ammazzare lo straniero colpevole solo di avere costumi, lingua, religione e spesso colore della pelle diversi, tali da dare sfogo, sotto forma di malcelata paura e bisogno di sicurezza, ad atti di inaudita violenza discriminatoria e razzista. Azioni che spesso sono aggravate da posizioni di responsabilità nelle amministrazioni pubbliche e perfino in parlamento, in un clima che intacca nelle nostre città qualsiasi forma di convivenza civile e democratica.
Negli anni scorsi abbiamo assistito a uno sforzo e a un impegno maggiore di tutta la società nel ricercare una convivenza civile, anche in relazione al nostro passato migratorio e alla memoria di eventi storici drammatici, favorendo l’incontro con il diverso come opportunità di arricchimento.
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