Lodi per Mostar onlus

... il gesto di distruggere un ponte resta per me un'offesa misteriosa, più profonda della semplice demolizione di un manufatto. Porta con sé un oltraggio, una mano che strappa via i punti di sutura di una ferita. Perciò ricostruire un ponte mi consola come un atto di medicazione, una cura prestata che rimette in piedi e in cammino una comunità.
ERRI DE LUCA, Ponti

sede legale:Istituto "Maffeo Vegio" - Lodi; sede operativa: via Spezzaferri 6/A - 26900 Lodi
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Andrea Ferrari Bordogna, Rifugiati sotto le stelle, olio su tela, 2002 _ Lodi, Sportello Rifugiati Giornata Mondiale del Rifugiato 2009
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Giornata Mondiale del Rifugiato
2009

Andrea Ferrari Bordogna, Rifugiati sotto le stelle, olio su tela, 2002 _ Lodi, Sportello Rifugiati
Andrea Ferrari Bordogna, Rifugiati sotto le stelle, olio su tela, 2002
(Lodi, "Sportello Rifugiati")
La casa dov'è?
Comune di Lodi, Istituto sperimentale statale “Maffeo Vegio” di Lodi, Lodi per Mostar ONLUS, SPRAR – Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, hanno promosso in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato la mostra La casa dov’è?
Il titolo, che riecheggia una canzone di Jovanotti, vuole richiamare l’attenzione sul fatto che donne e uomini rifugiati non hanno più una casa e non hanno altra scelta, se non la fuga: un messaggio forte, in un momento in cui il clima sociale non è favorevole alle persone straniere, semplicemente in quanto tali.
Lodi per Mostar ONLUS gestisce per conto del Comune di Lodi il progetto Per il diritto di asilo in Lodi, nell’ambito del “Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati”, che in otto anni di attività ha offerto asilo e protezione a centotrentuno persone in fuga da persecuzioni e violenze. La classe 4a A liceo delle scienze sociali del “Maffeo Vegio” che ha realizzato la mostra ha effettuato in questo anno scolastico uno stage presso il progetto; ha poi presentato al Festival di teatro delle scuole del Lodigiano una azione scenica con la collaborazione del gruppo di rifugiati “Asylum Seekers”.
La mostra è costituita da ventidue pannelli formato 100x70: uno di apertura e uno di introduzione al percorso, venti con altrettanti volti e storie di rifugiati (ciascuno curato da una/uno studente della classe); è dedicata, dunque, a donne e uomini rifugiati, celebri e meno celebri, che hanno abbandonato per forza il proprio paese per salvare la vita e riconquistare la libertà, italiani che nel passato hanno lasciato l’Italia, stranieri che nel presente vi sono accolti, persone di ogni nazione e continente, alcune delle quali ospiti del territorio e beneficiarie del progetto SPRAR.
La mostra è stata in visione per l’intera giornata del 20 giugno 2009 sotto i portici del Broletto, adiacenti piazza della Vittoria in Lodi; in questa occasione è stato distribuito materiale informativo UNHCR; i volti dei rifugiati sono ricomparsi nei giorni successivi (dal 22 giugno al 5 luglio) sui muri della città, in forma di manifesti affissi per le strade, per ricordare ai passanti che anche Enea, Dante Alighieri, Giordano Bruno, Ugo Foscolo, Giuseppe Mazzini, tante e tanti altri sono stati rifugiati.
a cura di Laura Coci, Lodi per Mostar