Lodi per Mostar onlus

... il gesto di distruggere un ponte resta per me un'offesa misteriosa, più profonda della semplice demolizione di un manufatto. Porta con sé un oltraggio, una mano che strappa via i punti di sutura di una ferita. Perciò ricostruire un ponte mi consola come un atto di medicazione, una cura prestata che rimette in piedi e in cammino una comunità.
ERRI DE LUCA, Ponti

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Tommaso Campanella
Tommaso Campanella
1568 - 1639

«Che si pensavano che io era coglione, che voleva parlare?» queste le parole che Campanella rivolge al suo aguzzino al termine della tortura.
Tommaso Campanella nasce nel 1568 a Stilo, in Calabria; è filosofo, letterato e poeta.
La passione per il sapere e l’inquietudine intellettuale lo conducono presto allo scontro con la Chiesa. Nel 1592, in seguito alla pubblicazione della Philosophia sensibus demonstrata, subisce il primo processo per sospetta frequentazione di demoni e, ancora, per eresia. Nel 1599, per aver ordito una congiura contro le autorità spagnole ed ecclesiastiche, è arrestato con l’accusa di lesa maestà ed eresia. Nel 1600, per evitare un processo che lo avrebbe portato alla morte, Campanella inizia a fingersi pazzo; resiste senza tradirsi alla tortura, in particolare al supplizio della “veglia” al quale è sottoposto per quaranta ore consecutive, finché non ottiene il riconoscimento della propria follia. Nel 1602 è condannato al carcere a vita. È liberato nel 1626, nuovamente arrestato e incarcerato per altri due anni; nel 1634, per prevenire un ennesimo arresto, si reca a Parigi, dove muore nel 1639.

a cura della classe 4a A, Serena Bevacqua

Tommaso Campanella

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