... il gesto di distruggere un ponte resta per me un'offesa misteriosa, più profonda della semplice demolizione di un manufatto. Porta con sé un oltraggio, una mano che strappa via i punti di sutura di una ferita. Perciò ricostruire un ponte mi consola come un atto di medicazione, una cura prestata che rimette in piedi e in cammino una comunità.
ERRI DE LUCA, Ponti

Dante Alighieri è forse il più grande poeta italiano di tutti i tempi.
Nasce a Firenze nel 1265, da una famiglia di piccola nobiltà, che gli assicura un modesto benessere. Nel 1289 combatte a Caprona e a Campaldino, due delle tante battaglie tra Firenze, città guelfa, e altri comuni toscani, di parte ghibellina.
Tra le sue opere, la Vita Nuova (1293-1294), in cui il poeta racconta il suo incontro con donna amata, Beatrice, e la morte di lei, Il Convivio (1304-1307) e la Commedia, scritta a partire dal 1304-1307 e fino alla sua morte, che narra il viaggio del poeta, dall’Inferno fino a Paradiso, compiuto per salvare non solo se stesso, ma anche l’intera umanità.
Dante partecipa attivamente alla vita politica di Firenze fino a divenire priore. Nel 1302 la sua fazione è sconfitta e Dante stesso è costretto all’esilio: si sposta tra il Trevigiano, la Lunigiana, il Casentino, risiede poi a Verona e a Ravenna, come «legno senza vela e senza nocchiero, portato a diversi porti e foci e liti dal vento secco che vapora la dolorosa povertade» (dal Convivio). Nel 1315 rifiuta di tornare a Firenze. Muore a Ravenna nel 1321.