Lodi per Mostar onlus

... il gesto di distruggere un ponte resta per me un'offesa misteriosa, più profonda della semplice demolizione di un manufatto. Porta con sé un oltraggio, una mano che strappa via i punti di sutura di una ferita. Perciò ricostruire un ponte mi consola come un atto di medicazione, una cura prestata che rimette in piedi e in cammino una comunità.
ERRI DE LUCA, Ponti

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Isabel Allende
Isabel Allende
1942

«Da quando attraversai le Ande ho cominciato inconsapevolmente a inventarmi un paese»: parla così Isabelle Allende, scrittrice di fama internazionale, esule dal Cile, il paese “inventato” perché vivo soprattutto nel cuore e nei sentimenti.
Isabel Allende nasce nel 1942 a Lima, in Perù, da genitori cileni. Nonostante il padre abbandoni la famiglia, ha la possibilità di studiare e di condurre un’esistenza serena; la madre si risposa con un diplomatico e pertanto la famiglia soggiorna in Bolivia, in diversi paesi europei, in Libano. Tornata in Cile, si dedica con passione al giornalismo. Il colpo di stato militare di Augusto Pinochet, l’11 settembre 1973, segna una svolta drammatica: Salvador Allende, cugino di parte paterna e presidente eletto, è assassinato; Isabel è inserita nella lista nera dei militari e lascia il Cile a causa di ripetute minacce di morte. Si reca prima in Venezuela, dove risiede fino al 1988; si trasferisce poi in California, dove vive attualmente.
Tra le sue opere La Casa degli Spiriti, il suo primo romanzo (1983), Paula, dedicato alla figlia morta in giovane età (1995), Il mio paese inventato (2003).

a cura della classe 4a A, Erica Vitali


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