... il gesto di distruggere un ponte resta per me un'offesa misteriosa, più profonda della semplice demolizione di un manufatto. Porta con sé un oltraggio, una mano che strappa via i punti di sutura di una ferita. Perciò ricostruire un ponte mi consola come un atto di medicazione, una cura prestata che rimette in piedi e in cammino una comunità.
ERRI DE LUCA, Ponti
Nasce nel 1985 nella città di Sokoto, nella Nigeria settentrionale, dove cresce con il padre, la madre, dieci sorelle e cinque fratelli.
Al compimento della maggiore età, Fumi è informata dai genitori che fin dall’età di quattro anni è promessa in sposa all’imam della moschea vicina, che ha quasi sessant’anni più di lei e che ha pagato per il “privilegio”. Immediatamente si dichiara in disaccordo con i genitori e con l’imposizione del matrimonio; da qualche anno, inoltre, la giovane frequenta di nascosto la comunità cristiano-evangelica, perseguitata dalla comunità musulmana locale.
Dopo il rifiuto, Fumi è cacciata di casa e ospitata dalla comunità cristiano-evangelica, dove però è raggiunta da familiari e componenti della comunità musulmana e consegnata all’imam.
Dopo circa sei mesi riesce a fuggire e trova aiuto in una parrocchia a Lagos, città della Nigeria meridionale, dove rimane per un breve periodo; nuovamente raggiunta, si rifugia in Benin e successivamente in Niger.
Solo nel febbraio 2008 riesce a raggiungere per mare l’Italia, dove chiede asilo e protezione.