Lodi per Mostar onlus

... il gesto di distruggere un ponte resta per me un'offesa misteriosa, più profonda della semplice demolizione di un manufatto. Porta con sé un oltraggio, una mano che strappa via i punti di sutura di una ferita. Perciò ricostruire un ponte mi consola come un atto di medicazione, una cura prestata che rimette in piedi e in cammino una comunità.
ERRI DE LUCA, Ponti

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Sigmund Freud
Sigmund Freud
1856 - 1939

Il 10 maggio 1933, a Berlino, avviene il più grande rogo nazista di libri considerati contrari allo “spirito tedesco” ed espressione di “cultura degenerata”; tra questi vi sono le opere di Sigmund Freud, che si dice abbia commentato: «Che progresso! Nel Medioevo avrebbero bruciato me. Oggi si accontentano di bruciare i miei libri».
Nato nel 1856 a Freiberg, in Moravia, da una famiglia di cultura ebraica, si trasferisce a Vienna nel 1860; il forte antisemitismo della capitale austriaca non limita la sua libertà di pensiero e la sua carriera; consegue infatti la laurea in medicina nel marzo 1881 e diviene docente universitario nel 1902. È il fondatore della psicoanalisi, la disciplina che si occupa dell’interpretazione della psiche umana e dei processi psichici inconsci. Con l’annessione dell’Austria alla Germania nazista, nel 1938, per sfuggire alla persecuzione e alla deportazione, Freud è costretto a rifugiarsi a Londra, dove muore l’anno successivo.
È autore di molti saggi, tra i quali L’interpretazione dei sogni (1900), Introduzione alla psicoanalisi della vita quotidiana (1915-1917), Il disagio della civiltà (1930).

a cura della classe 4a A, Sarah Bouhouda

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