Lodi per Mostar onlus

... il gesto di distruggere un ponte resta per me un'offesa misteriosa, più profonda della semplice demolizione di un manufatto. Porta con sé un oltraggio, una mano che strappa via i punti di sutura di una ferita. Perciò ricostruire un ponte mi consola come un atto di medicazione, una cura prestata che rimette in piedi e in cammino una comunità.
ERRI DE LUCA, Ponti

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Pablo Neruda
Pablo Neruda
1904 - 1973

«È l’ora di partire. Oh abbandonato!», scrive Pablo Neruda in una celebre poesia d’amore.
Nasce nel 1904 a Parral, in Cile, ed è uno dei più grandi poeti latino americani del Novecento. Tra il 1926 e il 1943 ricopre incarichi politici e diplomatici per il suo paese; si trova in Spagna negli anni della guerra civile e prende posizione netta per la repubblica.
Nel 1946 sostiene l’elezione a presidente della repubblica cilena di Gabriel González Videla, del quale, però, non condivide la svolta repressiva. Il 6 gennaio 1948, durante una seduta del senato, legge l’elenco dei minatori arrestati e imprigionati nelle carceri militari per aver partecipato agli scioperi di Antofagasta, nell’ottobre precedente. Videla emana un ordine di arresto immediato contro di lui. Neruda è costretto prima a un periodo di clandestinità, durante il quale si rifugia da amici e compagni, poi a un vero e proprio esilio, con numerosi e frequenti spostamenti di residenza. Nel 1971 riceve il Nobel per la letteratura; nel 1972 rientra in Cile, richiamato dal nuovo presidente Salvador Allende. Muore a Santiago nel 1973, pochi giorni dopo il colpo di stato militare di Augusto Pinochet.

a cura della classe 4a A, Martina Brugnoli

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