... il gesto di distruggere un ponte resta per me un'offesa misteriosa, più profonda della semplice demolizione di un manufatto. Porta con sé un oltraggio, una mano che strappa via i punti di sutura di una ferita. Perciò ricostruire un ponte mi consola come un atto di medicazione, una cura prestata che rimette in piedi e in cammino una comunità.
ERRI DE LUCA, Ponti

«A me piace leggere e dipingere, mi piacciono la musica, lo sport e la giustizia. Non mi piacciono la disuguaglianza e l’ingiustizia. Ma dove non esiste la giustizia è pericoloso avere ragione».
Queste sono le idee, i principi e le passioni sulle quali si basa la vita di Tirso Alfonso Angulo Cuabo, nato in Colombia nel 1965, ora in Italia con la sua famiglia per un nuovo inizio, senza però dimenticare un passato incancellabile.
Finiti gli studi superiori, frequenta la scuola da stilista; parallelamente alla carriera, Tirso si dedica alla difesa dei diritti umani nella Fondazione “Nueva Generation”, che combatte il traffico di droga e prostituzione e la violenza della guerriglia. «Io non potevo rimanere in silenzio» dice Tirso; lui e la sua famiglia diventano vittime di intimidazioni e aggressioni sempre più pesanti, che non si fermano neppure con il cambio di quartiere e città.
Nel 2006 riesce a fuggire in Italia; trova asilo e protezione nel progetto territoriale SPRAR di Lodi.