Lodi per Mostar onlus

... il gesto di distruggere un ponte resta per me un'offesa misteriosa, più profonda della semplice demolizione di un manufatto. Porta con sé un oltraggio, una mano che strappa via i punti di sutura di una ferita. Perciò ricostruire un ponte mi consola come un atto di medicazione, una cura prestata che rimette in piedi e in cammino una comunità.
ERRI DE LUCA, Ponti

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Enea
Enea
XIII secolo avanti Cristo

«Partito di là, sulle vostre spiagge un dio m’ha gettato»: così parla Enea, profugo e naufrago, alla regina di Cartagine, Didone. Enea è un personaggio della mitologia greca e romana, protagonista del poema di Virgilio, l’Eneide, scritto nel I secolo avanti Cristo. È un principe troiano, figlio della dea Afrodite (Venere, per i latini) e di Anchise; è sposo di Creusa, figlia di Priamo, re di Troia. Riesce a sfuggire alla distruzione della sua città per opera dei Greci insieme al figlio Ascanio, al vecchio padre e a un piccolo gruppo di altri profughi; la moglie, invece, si perde nella notte, tra le fiamme. Per volere degli dei, intraprende un lungo pellegrinaggio che lo porta a navigare per il Mediterraneo per sette anni. Giunge infine alle foci del Tevere e stringe alleanza con il re del luogo, Latino, dal quale ottiene in sposa la figlia Lavinia. Si scatena per questo la guerra con i Latini, che si conclude con il duello tra Enea e Turno, re dei Rutuli, che è sconfitto e ucciso. Enea acquista così il diritto di sposare Lavinia e di fondare una nuova stirpe, da cui nasce il popolo romano.


a cura della classe 4a A, Martina Lombardini
Enea

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