... il gesto di distruggere un ponte resta per me un'offesa misteriosa, più profonda della semplice demolizione di un manufatto. Porta con sé un oltraggio, una mano che strappa via i punti di sutura di una ferita. Perciò ricostruire un ponte mi consola come un atto di medicazione, una cura prestata che rimette in piedi e in cammino una comunità.
ERRI DE LUCA, Ponti
C'è pochissimo spazio nella valigia di un emigrante. E in quello spazio raramente si trova da qualche parte un libro, scrive Predrag Matvejevic.
Eppure la lingua crea il mondo: le cose sono prima concepite, poi nominate, e soltanto allora esistono. Senza la lingua materna, la lingua prima che ci ha guidato nella prima infanzia e ancora ci guida, non saremmo ciò che siamo: nella lingua materna abbiamo ascoltato parole d'affetto e di rimprovero, appreso nozioni e conoscenze, pronunciato discorsi d'amore.....
La prima lingua accompagna come un sottofondo familiare e rassicurante, irrinunciabile, noi che non abbiamo conosciuto lo straniamento della migrazione. Per le persone migranti e profughe, invece, la perdita della lingua materna è un dolore interiore ma tra i più grandi...
É pensata in questa logica la costituzione, presso la Biblioteca Comunale Laudense, di uno scaffale di libri nelle lingue d'origine delle comunità di migranti più rappresentate nel territorio: in tutto quasi duecento libri, tra i più significativi delle letterature di riferimento, per sette lingue (albanese, arabo, francese, inglese, ispanoamericano, rumeno, serbo-croato-bosniaco). Un inizio, per dare visibilità all'incontro tra persone, lingue e culture che i libri, e questi libri in particolare, rappresentano.
La costituzione dello scaffale multiculturale e multilingue è parte del progetto Incontri di lingue e culture, realizzato nell'ambito del "Programma regionale per le politiche d'integrazione concernente l'immigrazione" - anno 2002.
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